Indice di accuratezza storica

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Nonostante la recente vittoria del premio strega, la prima volta che vidi in libreria il romanzo non mi attirò più di tanto. Avevo alle spalle delle brutte esperienze con altri romanzi storici, e non era mia intenzione sprecare altro tempo nell’inutile tentativo di terminarne la lettura. Fortunatamente pochi giorni dopo il libro mi fu regalato e così in mancanza di altre letture lo iniziai.

La trama

Il racconto tratta le prime fasi della vita di Benito Mussolini a capo del partito fascista, il quale contava pochi adepti, tra cui alcuni membri dello stato maggiore italiano, arditi e semplici folli. Poi le prime elezioni fallite, il grande amore con Margherita Sarfatti, gli incontri con il leggendario D’Annunzio, fino al delitto Matteotti. Il tutto raccogliendo sempre più approvazione, anche da coloro che lo disprezzavano. Ed eliminando coloro che gli si opponevano. Perché come una fenice il figlio de secolo non muore mai. Risorge dalle proprie ceneri, sempre.

Un racconto storico fuori dal comune

Contrariamente a molti altri romanzi di questo genere, anche incentrati sullo stesso personaggio, in questo caso la storia ci viene narrata sotto forma di racconto di fantasia, dove i particolari troppo noiosi (ma inutili) vengono rimossi, lasciando libero spazio alla narrazione e rendendo più scorrevole la lettura. Insomma, il libro è scritto in modo tale da apparire come un romanzo di fantasia, cosa che purtroppo non è. Si discosta perciò completamente da altri scritti come quelli pubblicati da History channel, mantenendo comunque un accuratezza storica notevole.

Un libro di propaganda?

Mi è stato chiesto più volte se si trattasse di un libro politico, magari inneggiante al fascismo. Ebbene, la risposta è un no secco. Perché in questo libro la realtà ci viene raccontata in maniera dura e cruda: dalle barbarie compiute per liberarsi di oppositori politici fino alle rappresaglie anti-comuniste. Il romanzo si muove con attenzione su di un confine alquanto risicato: da un lato la propaganda dei partiti comunisti, colpevoli comunque di altre malevolenze, dall’altro la semplice adorazione dei fasci di combattimento. Ma Scurati riesce nell’arduo compito di non cadere in nessuna delle due parti per troppo tempo.


M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati, Bompiani

Voto: 8,5/ 10

Punti a favore:

  • Buona accuratezza storica
  • Pochi particolari “noiosi” per il lettore medio

Punti contro:

  • Lettura non sempre scorrevolissima

Pubblicato da 2 man and half

Siamo appassionati di libri che hanno deciso di iniziare a far conoscere il loro parere

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